Orizzonte Altro

Autori
Enrico Falbo
Benevento, 1981
Laureatosi in filosofia teoretica, si interessa di metafisica, con particolare riferimento ai temi dell'universalità e della perennità di essa, autenticamente intesa - sulla scia della philosophia perennis, trasversalmente anzitutto presente nel neoplatonismo rinascimentale, nella filosofia ermetica e nella tradizione orientale (es. "Sanatana Dharma"), ma altresì perdurante nella modernità e nella contemporaneità -, quale originarietà incondizionata, approfondendone al contempo il rapporto con la Gnosi e le tradizioni sapienziali occidentali e orientali.
Studioso di musica e musicista, dopo una serie di esperienze con diverse band alternative rock ha intrapreso lo studio della viola e della musica indiana. La sua forma di ricerca è caratterizzata dall'uso di strumenti indiani ad arco (esraj, dilruba) miscelati con l'elettronica, effetti e loop. Le sue influenze spaziano dalla drone-music al post-rock, dalla "musica cosmica" e psichedelica alle sonorità dei rituali estatici.
Opere
La risonanza del remoto
Il Richiamo Estatico ai tempi del consumatore ipnotizzato
In, Aa.Vv. (a cura di A. Mastrogiacomo), divulgazioneaudiotestuale [d.a.t.], numero 4, anno III, crsm edizioni, Napoli, Aprile 2019.
Il contributo cercherò di mostrare che il significato più profondo e più originario della musica rimanda non tanto alla sua dimensione estetica ed emotiva o alla sua "missione sociale", ma alla sua "dimensione estatica".
Il richiamo del Remoto e l'incontro con le tradizioni extraoccidentali, che hanno custodito più gelosamente i segreti della musica, nonostante la loro Zivilisation, può farci scorgere cose nuove e perenni, che l'eccessiva immersione nel tempo, la fandonia mediatica, la disattenzione e il conformismo tendono ad escludere. Sono stati tenuti in debita considerazione gli studi sulla musica primitiva, sull'estasi e sulla cosmologia acustica di Marius Schneider, Jean During, Curt Sachs, e le riflessioni di Ananda Coomaraswamy, Elemire Zolla, Theodor Adorno e di Julius Evola.
Quanto può incidere la domanda sul significato della musica, che conduce inevitabilmente al di là dell'ideologia anti-metafisica e anti-rituale attualmente imperante, sulla creatività dei musicisti, sullo sviluppo ed utilizzo degli strumenti musicali elettro-acustici, sulle nuove tecniche e pratiche compositive, sugli spazi musicali, sul presente e sul futuro della musica?
Quale sarà il "nuovo archetipo" dell'artista-musicista, che lo eleverà dall'ibrido e dal deleterio?
Non si tratta, quindi, di condannare la commercializzazione della popular music per fini meramente ideologici e per dimostrare l'esistenza di una musica "seria", ma di favorire l'apertura per un nuovo ascolto della Risonanza del Remoto, che non è tanto ciò che è distante nel tempo, ma ciò che è profondamente "altro" rispetto al nostro modo di intendere "qui ed ora", ai tempi del "consumatore ipnotizzato".
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